Pubblicata la visione a lungo termine per le aree rurali dell'Unione Europea fino al 2040

Pubblicata la visione a lungo termine per le aree rurali dell'Unione Europea fino al 2040

Lo scorso 30 Giugno la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione sulla visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE fino al 2040 (COM(2021) 345 final), per rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione, dall'urbanizzazione e dall'invecchiamento della popolazione e per cogliere i benefici della transizione verde e digitale dell’UE.

La comunicazione mette in evidenzia gli aspetti problematici e preoccupanti che le aree rurali devono affrontare oggi e in futuro, quali: età media della popolazione superiore a quella delle aree urbane, spopolamento (che provoca effetti negativi anche sul sistema educativo e sulla gestione del territorio), mancanza di connettività, assenza di opportunità di lavoro diversificate, insufficienza di infrastrutture adeguate e accesso limitato ai servizi essenziali che rendono queste aree inappetibili.

Al contempo, la comunicazione indica le principali opportunità a disposizione di tali zone, a partire soprattutto dai vantaggi della transizione ecologica e della transizione all’energia pulita (ma anche dagli insegnamenti tratti dalla pandemia da COVID-19, che ha fatto riscoprire comunque ai cittadini l'importanza delle aree rurali, tramite il lavoro da remoto) e quindi dall’insieme delle azioni che le aree rurali devono mettere in campo per cogliere appieno gli obiettivi del Green Deal europeo, e del pacchetto di strategie che ne costituiscono la struttura, collegati alla tutela dell’ambiente, alla conservazione, al ripristino e alla valorizzazione del capitale naturale, all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

La comunicazione mette poi in evidenza come il conseguimento degli obiettivi dell'UE in ambito transizione digitale per il 2030 possa offrire maggiori opportunità per lo sviluppo sostenibile delle zone rurali in ambiti diversi dall'agricoltura, dall'allevamento e dalla silvicoltura, aprendo nuove prospettive per la crescita dell'industria manifatturiera e di quella dei servizi, e contribuendo a una migliore ripartizione geografica dei servizi e delle industrie.

Basandosi su previsioni e ampie consultazioni con i cittadini e altri soggetti attivi nelle zone rurali, la visione a lungo termine propone un Patto rurale e un Piano d’azione rurale.

Il Patto rurale riunirà soggetti a livello dell'UE, nazionale, regionale e locale per sostenere gli obiettivi comuni della visione, migliorare la coesione economica, sociale e territoriale e rispondere alle aspirazioni condivise delle comunità rurali. La Commissione europea avrà un ruolo fondamentale in tale ambito, dato che aiuterà lo sviluppo di reti esistenti e la nascita di nuove reti.

Il Piano d’azione rurale è volto a promuovere uno sviluppo rurale sostenibile, coeso e integrato, individuando quattro settori di intervento, sostenuti da diverse iniziative “faro”, per rendere le zone rurali:

  • più forti: sensibilizzando le comunità rurali, migliorando l'accesso ai servizi e facilitando l'innovazione sociale;
  • connesse: migliorando la connettività sia in termini di trasporti che di accesso digitale;
  • resilienti: preservando le risorse naturali e rendendo più ecologiche le attività agricole, agroalimentari e forestali per contrastare i cambiamenti climatici e garantendo, al contempo, la resilienza sociale grazie all'accesso a corsi di formazione e opportunità di lavoro diversificate;
  • prospere: diversificando le attività economiche e migliorando il valore aggiunto delle attività agricole e agroalimentari e dell'agriturismo;

Diverse politiche dell'UE forniscono già da tempo un sostegno alle zone rurali, contribuendo al loro sviluppo equilibrato, equo, verde e innovativo. Tra queste, la politica agricola comune (PAC) e la politica di coesione che, nell’ambito delle opportunità offerte dal nuovo bilancio comunitario 2021-2027, saranno fondamentali per sostenere e attuare il Piano d'azione rurale con il contributo di una serie di altri settori strategici dell'UE che, insieme, permetteranno di realizzare tale visione.

La Commissione europea sosterrà e monitorerà l'attuazione del Piano d'azione rurale, aggiornandolo regolarmente per garantirne la costante pertinenza. Sarà inoltre in continuo contatto con gli Stati membri e gli operatori attivi in ambito rurale per mantenere un dialogo sulle questioni rurali. Introdurrà inoltre le “verifiche rurali" (rural proofing)” che consentiranno di riesaminare le politiche dell'UE in prospettiva rurale, e istituirà un “Osservatorio Rurale” per migliorare ulteriormente la raccolta e le analisi dei dati sulle zone rurali. La Commissione svilupperà poi anche un toolkit sull'accesso e la combinazione ottimale delle opportunità di finanziamento dell’UE per le zone rurali, accessibile alle autorità locali e territoriali, alle parti interessate, alle autorità di gestione di programmi finanziati con fondi UE e ai proponenti di progetti sostenuti con tali risorse.

Entro la fine del 2021 la Commissione europea esaminerà, con il Comitato delle regioni, le modalità per conseguire gli obiettivi della visione a lungo termine per le aree rurali dell'UE fino al 2040. Entro la metà del 2023 la stessa Commissione farà il punto della situazione per verificare quali azioni finanziate dall'UE e dagli Stati membri siano state realizzate e programmate per le zone rurali.

Una relazione pubblica, che verrà diffusa all'inizio del 2024, individuerà i settori in cui sarà necessario intensificare il sostegno previsto e il relativo supporto finanziario, come pure le fasi successive sulla base del Piano d'azione rurale dell'UE.

 

Zona rurale nel materano

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