EEA Signals 2021: La Natura d’Europa sotto pressione

EEA Signals 2021: La Natura d’Europa sotto pressione

Lo scorso 30 settembre è stato pubblicato “Signals”, la relazione annuale dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) che mira a spiegare le complesse questioni ambientali ad un pubblico non esperto.

Quest’anno il Rapporto EEA Signals 2021 — Europe’s nature (Segnali 2021: la natura d’Europa)”, costituito da una serie di brevi articoli precedentemente pubblicati, integrati da ulteriori informazioni e interviste tematiche ad esperti, si concentra sul valore della natura e sul motivo per cui ecosistemi forti sono importanti per il benessere delle persone.

Il documento fornisce un quadro sullo stato della natura europea, dei suoi habitat e delle sue specie, focalizzandosi sul mondo della conservazione, della raccolta di dati e delle strategie per ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi.

Nell’editoriale, si evidenzia che l’Europa continua a perdere biodiversità a un ritmo preoccupante, con molte specie, habitat ed ecosistemi minacciati dall’agricoltura intensiva, dall’espansione urbana incontrollata, dall’inquinamento, dalla silvicoltura insostenibile, dalla diffusione di specie esotiche invasive e dai cambiamenti climatici.

Richiamando la valutazione dello Stato della Natura nell’Unione europea, viene rappresento come molte specie e habitat più vulnerabili, pur protetti, non riescano a resistere alle forti pressioni e si trovino in uno stato considerato scadente o cattivo, e alcuni mostrano una continua tendenza al deterioramento. Dei tre gruppi principali studiati, habitat e uccelli sono rimasti particolarmente indietro, mentre il gruppo di specie non avicole ha quasi raggiunto il suo obiettivo.

La situazione nelle acque costiere europee, dal Baltico al Mediterraneo, è altrettanto preoccupante: risulta necessaria un’azione urgente per riportare gli ecosistemi marini europei in buone condizioni, dopo anni di grave sfruttamento eccessivo e di abbandono.

Nel complesso, ora sono in atto piani più ambiziosi per affrontare le sfide, tra cui la nuova Strategia dell’UE sulla Biodiversità per il 2030, la Strategia “Dal produttore al consumatore” e la nuova Strategia dell’UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici, tutti pilastri fondamentali del Green Deal europeo.

In particolare, l’AEA sottolinea che la Strategia sulla Biodiversità ha lo scopo di invertire il declino della biodiversità nel prossimo decennio, rafforzare e ampliare la rete delle aree protette, istituire un piano di ripristino e garantire che gli ecosistemi siano sani, resistenti ai cambiamenti climatici e ricchi di biodiversità, in grado di fornire la gamma di servizi essenziali per la prosperità e il benessere dei cittadini.

 

 

Immagine faggeta, autore Stefania Betti